Si spengono le luci dei negozi

Oltre alla sanità che taglia, ai servizi in genere che diminuiscono, e tanti altri problemi di vita quotidiancagli corsoa, in molti centri storici si stanno spegnendo a poco a poco le luci dei negozi. Certo i tempi cambiano ma non verso una qualità migliore della vita. Non capisco lo stupore di molta gente, che si accorge che il negozio esisteva solo perché ora chiude; un’attività deve “creare lavoro” e se questo scopo non lo raggiunge è facile la conclusione, non ci vuole una laurea per capirlo. La grande distribuzione dilagante da anni ha contribuito e contribuisce a questo calo, ma se per tanto tempo siamo stati definiti “ladri” ora questi se ne stanno andando e rimangono gli “onesti”, il cui unico fine è il massimo del profitto anche a discapito dei propri dipendenti. Siamo invisibili ai governanti e alle nostre stesse associazioni di categoria, che potevano provare a fare qualcosa, cercando una soluzione intermedia, invece siamo stati abbandonati al nostro destino, come tanti altri settori. Penso che le nostre zone sono ricche di tutto; dai prodotti Bio, che sono intorno a noi nelle nostre montagne, nelle nostre valli, alla bravura degli artigiani, all’esperienza dei commercianti e cosi via. Invece preferiamo “foraggiare” non si sa chi. Ognuno faccia il suo esame. Non dico cose nuove, le voglio solo ripetere come atto di solidarietà verso chi si è visto costretto a chiudere la serranda.

Una commerciante