I cittadini protestano: “Ma le ambulanze a Cagli non dovevavo essere due?”

Il caso del cittadino che ha accusato un malore al Conad fa discutere e chiama in causa la riforma sanitaria

celliUn fatto imprevisto sabato scorso ha di nuovo innescato molta rabbia e commenti non certo teneri nei confronti di una riforma sanitaria che in casi di vera emergenza sta dimostrando di far acqua da tutte le parti. Un caso avvenuto per un malore improvviso di una persona che era entrata nel supermercato Conad di Cagli, situato ad appena 500 metri dal nosocomio Celli. Per fortuna il paziente poco dopo si è ripreso senza particolari conseguenze.  Sembra che l’ambulanza del 118 sia arrivata dopo vari minuti. La gente è allarmata poiché nonostante siano stati subito chiamati i soccorsi, i ritardi in un territorio con vie di comunicazione poco scorrevoli sono imprevedibili. Le aree disagiate permettevano alla Regione di concedere la deroga per Cagli come avvenuto per Amandola.  L’ambulanza in dotazione al Celli era già uscita per un altro intervento alle 8,30 ed è tornata oltre le 12,30. Dalla centrale operativa è stata avviata a Cagli quindi quella di Urbania. Il piano regionale prevedeva almeno due ambulanze da posizionare nella zona di Cagli. Come mai ne era presente solo una? Secondo i ben informati da Urbania sarebbe partita  quasi subito, ma con arrivo a Cagli oltre i 20 minuti mentre il piano prevede in casi di emergenza di prestare soccorsi entro 8 minuti in territorio urbano e 20 extraurbano e nel comune di appartenenza, salvo particolari condizioni. E la gente si è chiesta quali sono queste particolari condizioni? Traffico che crea  ritardi? Come è calcolato il tempo di percorrenza per chi abita ad esempio nelle frazioni di Cantiano, Moria, Palcano, Chiaserna o di Cagli, Pianello, Massa, Cerreto e via, via che già distano oltre 25 minuti da Cagli? Quanti minuti dovranno attendere eventuali pazienti di queste sperdute frazioni in simili momenti di emergenza per arrivare al pronto soccorso di Urbino? In queste frazioni del Catria e Nerone si è condannati ad essere soccorsi ad Urbino dopo oltre un’ora? Non sono residenti che hanno gli stessi diritti di altri che abitano in zone più facilmente raggiungibili? Questi sono i tanti commenti di vari cittadini dopo quanto avvenuto al Conad di Cagli. E lo slogan della Regione che afferma “La sanità che cambia”, ma non per tutti. Una serie di problematiche che stanno surriscaldando ancor di più il clima già in ebollizione per il ridimensionamento del Celli e che sicuramente saranno temi di nuovo dibattuti nella assemblea indetta dal Comitato sulla sanità per questa sera.