Valle del Metauro, recuperiamo la vecchia ferrovia con una ciclovia

salus

Se ne avvantaggerebbe il turismo sulle due ruote che privilegia i luoghi ben conservati, aiuta l’economia e non danneggia l’ambiente

BLa Giunta regionale ha deciso di ampliare la rete ciclabile delle Marche iniziando dalla costa per proseguire poi anche verso l’interno. Ottima notizia, anche perché possono arrivare importanti finanziamenti dallo Stato che finalmente riserva alla mobilità “dolce” l’attenzione che merita. Di questo si avvantaggerà in particolare la valle del Metauro che dispone ancora del sedime di una ferrovia dismessa che senza interruzioni sostanziali unisce la costa all’entroterra; per questa infrastruttura è in corso l’ennesimo tentativo di riattivazione a fini turistici, un’impresa secondo alcuni realizzabile in poco tempo e anche conveniente per imprenditori privati. Se neanche questo tentativo andasse a buon fine, non dovrebbero esserci più ostacoli per una soluzione alternativa: un collegamento ciclopedonale in sede propria al servizio di un territorio ricco di beni culturali e ambientali; se ne avvantaggerebbe il turismo sulle due ruote che privilegia i luoghi ben conservati, aiuta l’economia e non danneggia l’ambiente, tutti benefici ampiamente sperimentati dappertutto.

CLa crescente diffusione della bici elettrica sta aumentando il numero dei cicloturisti e rendendo sempre più accessibili territori collinari come quelli marchigiani dove è possibile sfruttare non solo il sedime di ben due ferrovie dismesse (lungo il Metauro e il Tenna) ma anche gli argini di una dozzina di fiumi. Fano sarebbe interessata da due importanti ciclovie: una lungo l’Adriatico di centinaia di km sulla quale già da tempo stanno lavorando le regioni costiere per migliorare traffico e qualità della vita in quella che oramai è quasi un’unica città lineare di milioni di abitanti; l’altra di congiunzione tra Adriatico e Tirreno, attraverso città ricche di storia e cultura come, tra le altre, Fossombrone, Cagli, Arezzo e Siena; la Toscana e l’Umbria hanno già predisposto uno studio di fattibilità finanziaria per i tratti di loro competenza. Entrambe le ciclovie fanno parte del progetto Bicitalia elaborato da FIAB per creare una rete nazionale ciclabile di qualità che abbia la stessa dignità finora riservata a strade e ferrovie. Approfittando dello stesso cantiere della pista ciclopedonale, potrebbe essere posata la fibra ottica per la banda ultra larga per collegamenti Internet a grande velocità e capacità di cui il territorio è carente; sarebbero quindi possibili teleconferenze, telemedicina e tanto altro, evitando lunghi e costosi spostamenti di persone e cose; per le aree interne sarebbe questo il vero contrasto ad un isolamento attribuito anche all’assenza di una ferrovia che, tornata a nuova vita, diventerebbe in breve una via verde, sicura, ecologica e tecnologica utile per lo sviluppo qualificato del territorio. Non cogliere quest’occasione sarebbe un errore grave e imperdonabile.

FIAB Marche