Un tuffo nel passato con il calcio anni ’60 nel nostro territorio

Diversi via via gli arbitri assediati negli spogliatoi. Epici anche i campanili nell’hinterland tra: Mercatello, Sant’Angelo in Vado, Fermignano, Urbino, Apecchio, Piobbico, Cagli, Cantiano e tanti altri comuni di un entroterra

vadese-1970Bastava un paio di scarpe bullonate per immaginarsi calciatore. Erano gli anni 60, al gioco del fazzoletto, si preferiva quello del calcio. Dove c’era un prato, un campo, si organizzava una sfida, magari tra quelli del paese basso e quelli del paese alto, se poi si riusciva a vedersela con  amici dei paesi vicini, allora la partita diventava una finale. In porta ci andava sempre quello più piccolo d’età o il più scarso. Ci si divertiva, anche se il pallone di cuoio, con il fango e un po’ d’acqua, diventava talmente peso che a colpirlo di testa, per non finire storditi, erano in pochi, solo quelli più grandi e tosti. Si andava in trasferta con la vecchia Topolino (poi la Fiat 500) del parroco e con quella di qualche papà benestante. Di certo in ogni auto si saliva almeno in otto.

fossombrone-anni-60Era il calcio della polvere, del fango e dei pagliai. Non c’erano tribune, per vedere la partita c’era il greppo, al massimo per sedersi si portava da casa uno sgabello, non c’erano recinsioni, ma i calciatori non correvano il rischio di essere aggrediti,  al massimo ci si scambiava qualche cazzotto tra i tifosi, questo si.  Memorabile il match, nel vero senso della parola’ tra i sostenitori della Viridissima Apecchio e il Gallo. Correva l’anno 63, ad Apecchio fini 1 a 1, ma tra i tifosi c’erano stati degli screzi e alla fine della partita quelli del Gallo dissero agli avversari che gli avrebbero aspettati al ritorno. Arrivò il momento e si racconta che i tifosi apecchiesi, tenendo ben in mente l’avvertimento, partirono con una fiat 500 Giardinetta di proprietà di un falegname e con sopra nel portapacchi una damigiana di vino, ad ogni chilometro una bevuta e arrivarono a Gallo già ‘alticci’. Qfossombroen-1949ui dopo aver forzato il botteghino iniziarono a fare il tifo. Fu battaglia vera tra le opposte fazioni, con diversi contusi.  Un mio zio ritornò a casa con un occhio nero. Diversi anni dopo un tifoso del Gallo ci mostrò una cicatrice sulla guancia, frutto di un’ombrellata rimediata in quella ‘battaglia’. Diversi via via gli arbitri assediati negli spogliatoi. Epici anche i campanili nell’hinterland tra: Mercatello, Sant’Angelo in Vado, Fermignano, Urbino, Apecchio, Piobbico, Cagli, Cantiano e tanti altri comuni di un entroterra che anche nel calcio cercava la sua affermazione. Erano i ‘magnifici’ anni 60.