Inaugurati i “giardini terapeutici” della Comunità Acquaviva

Stefano Cordella, coordinatore dell'ambito-territoriale sociale di Cagli, taglia il nastro
Stefano Cordella, coordinatore dell’ambito-territoriale sociale di Cagli, taglia il nastro

Un progetto di sistemazione e riqualificazione delle aree verdi esterne alla Comunità, inaugurato ieri nella sede della Comunità Acquaviva

Estendere all’esterno le attività terapeutiche, in spazi adeguati e rispondenti a criteri funzionali e di sicurezza; garantire la presenza di spazi di gioco dei ragazzi e favorire il loro il senso di appartenenza alla Comunità Acquaviva, gestita dalla cooperativa Utopia. Sono questi gli obiettivi de “Il giardino che vorrei”, un progetto di sistemazione e riqualificazione delle aree verdi esterne alla Comunità, inaugurato martedì 10 gennaio nella sede della Comunità Acquaviva, a Cagli, in via Fontetta 61, alla presenza di Roberto Marinucci, presidente di Utopia, Lucia Micheli, coordinatrice delle Case Lupo Rosso e Orizzonti Blu, Gianluca Darvo, architetto, e delle autorità locali. Il progetto è realizzato con il contributo della Fondazione Intesa San Paolo onlus, la collaborazione del Comune di Cagli e l’Ambito sociale 3.

Il giardino della Comunità Orizzonti Blu
Il giardino della Comunità Orizzonti Blu

La cooperativa sociale Utopia opera dal 2006 a Cagli, e in 10 anni di attività ha avviato servizi innovativi che ricevono utenti da tutto il territorio nazionale, offrendo lavoro qualificato a oltre 20 operatori. La cooperativa ha avviato le attività in uno stabile ad Acquaviva di Cagli e proprio questa frazione ha dato il nome alla Comunità Terapeutica residenziale per minori dai 9 ai 18 anni di entrambi i sessi, con gravi problematiche psichiatriche, sociali ed economiche. Per agevolare l’integrazione degli ospiti nella vita sociale, il 29 settembre 2012 la Comunità Acquaviva si è trasferita nel capoluogo del comune, realizzando, con il sostegno del Ministero dell’Interno e la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, una nuova struttura con un’ampia area verde circostante, dotata anche di cucina professionale, lavanderia, laboratori di informatica e ceramica, palestra e ampi saloni per lo svolgimento delle attività ludiche e scolastiche, camera a uno o due posti.

 Roberto Marinucci, presidente di Utopia, Edorado Virgili dirigente didattico di Cagli e Lucia Micheli, coordinatrice delle Case Lupo Rosso e Orizzonti Blu

Roberto Marinucci, presidente di Utopia, Edoardo Virgili dirigente didattico di Cagli e Lucia Micheli, coordinatrice delle Case Lupo Rosso e Orizzonti Blu

La Comunità è suddivisa in due nuclei abitativi indipendenti e autonomi: al piano terra nella comunità “Orizzonti blu” sono ospitati dieci tra ragazze e ragazzi dai 14 ai 18 anni; mentre al primo piano nella comunità “Lupo rosso” risiedono dieci tra ragazze e ragazzi dai 9 ai 14 anni. I “giardini terapeutici” inaugurati oggi arricchiscono la struttura e la sua offerta terapeutica con luoghi e materiali pensati appositamente per i minori con disagio psichico, che nei loro momenti di crisi esprimono il disagio tramite l’agito corporeo, spesso mettendosi in situazione di pericolo, sia per sé che per gli altri. In linea con la metodologia educativa della Comunità, la progettazione del giardino è stata realizzata attraverso un percorso di progettazione partecipata che ha visto il coinvolgimento attivo sia dei ragazzi e delle ragazze della Comunità, che hanno espresso i loro desideri e le loro richieste, sia dei loro educatori, che hanno manifestato le principali esigenze di carattere operativo e indicato i principi alla base del percorso terapeutico sviluppato all’esterno. I due giardini “Lupi Rossi” e “Orizzonti Blu” rappresentano un’importante area verde terapeutica a supporto ed estensione delle attività terapeutiche sviluppate all’interno della Comunità. L’obiettivo principale è quello di migliorare la qualità della vita degli utenti, cercando di diminuire la rabbia, lo stress, la depressione e l’ansia, ripercussioni non solo della  malattia  stessa  ma  anche  della  permanenza  più o  meno  prolungata  all’interno  di  un  contesto comunitario.