Ospedale Celli, la visita di Fiorenzuolo (direttore Asl): “Nulla cambierà fino al 31 marzo”

Ieri a Cagli il nuovo direttore generale Asl di Fano, Fiorenzuolo insieme ad alcuni stretti collaboratori, sul futuro del Celli: “

img_1662Per le vicende del presidio ospedaliero di Cagli il giorno a ridosso della Befana si dimostra di nuovo ripetitivo l’arrivo al Celli di personaggi importanti. Lo scorso anno vi fu il blitz notturno di Ceriscioli che nella notte arrivò senza preavviso annunciando ai vari cittadini le sue linee. Ieri con durante una fitta nevicata è arrivato a Cagli il nuovo direttore generale Asl di Fano, Fiorenzuolo insieme ad alcuni stretti collaboratori. Il tam, tam tra i cittadini ha subito allertato l’amministrazione comunale e il Comitato Pro Celli. Si sono presentati il vicesindaco Donato Romiti e il segretario del Comitato Vincenzo Mei chiedendo quali erano i motivi di questa visita. Il direttore Fiorenzuolo ha invitato tutti in una stanza del Celli e dopo un ampio confronto con Romiti e Mei ha fatto intuire che fino al 31 marzo ben poco cambierà nella funzionalità e prestazioni alla cittadinanza e al riguardo ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Dal punto di vista assistenziale nell’ospedale di Cagli, al 31 dicembre scorso – ha dichiarato Fiorenzuolo – non è cambiato assolutamente niente. Anzi  sono aumentate le attività assistenziali che sono garantite da un ambulatorio infermieristico dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20. Inoltre nell’ex Ppi è presente sia la Potes, un medico di continuità assistenziale (guardia medica), un altro da fuori, un altro di continuità assistenziale che sta dentro al reparto insieme al medico dipendente. L’assistenza di giorno che non si chiama lungo degenza ma cure intermedie ed in realtà i pazienti che c’erano prima ci sono anche adesso e sono assistiti dai medici dipendenti e di medicina generale che hanno aderito al nuovo progetto che è regionale, dopodiché per quanto riguarda l’accesso da fuori (al Pat) sono presenti i medici della Potes, quando questi sono fuori chiamati per le urgenze scendono giù i medici del reparto. Un cittadino che di notte ha necessità di cure deve rivolgersi prima al 118 che lo destinerà al servizio più confacente, se ricoverarlo, se chiedere la consulenza del medico dipendente ed altro”. E per quanto riguarda la ventilata ipotesi dell’arrivo del privato? “La questione – continua Fiorenzuolo – sta in questi termini dal punto di vista formale. Il S. Stefano titolare di autorizzazione di dieci posti letto di lungodegenza a Macerata Feltria, ci ha chiesto locali per trasferirli a Cagli. Gli ho risposto in senso positivo e ora il S. Stefano deve attivare tutte le relative procedure per consentire questo trasferimento a Cagli.  Per quanto riguarda ulteriori affidamenti al privato, per ora sono notizie che non mi competono”. Quindi per ora rimane tutto come da lei annunciato? “Si, rimane tutto pubblico, e verranno aumentati i dieci posti letto per la lungodegenza al S. Stefano solo quando ci saranno terminate tutte le procedure autorizzative”. Ma questo progetto lei ha già detto che sarà sperimentale per tre mesi, al 31 marzo cosa succederà? “Assolutamente niente, questo nuovo modello organizzativo che ci siamo dati ha una scadenza di tre mesi, dopo vediamo, può darsi che rimanga così, che i medici di medicina generale saranno due, potrebbero essere di più, comunque in ogni caso – conclude Fiorenzuolo – è previsto per legge che la gestione di cure intermedie potrà essere affidata a medici dipendenti, di continuità assistenziale, ai medici di medicina generale, comunque tutte le prestazioni rimarranno pubbliche e anche i medici ospedalieri rimarranno”.