Ospedali entroterra: false aspettative senza i punti di primo intervento

dottoressa-santina-cataneseSono iniziati a Fossombrone i lavori di ristrutturazione dell’ormai ex Punto di primo intervento. “Di ospedale é rimasto solo il nome e la scritta che, a rigore – sottolinea la dottoressa Santina Catanese responsabile regionale 118 SMI Marche – potrebbe arrecare danni alla salute, in quanto crea confusione al paziente che ignaro, recandosi in questa struttura, pensa di trovare una risposta pronta ed immediata alla sua urgenza sanitaria. Ma di pronto ed immediato rimane solo il servizio del 118 qualora non sia impegnato in altra urgenza/emergenza sul territorio.  Nel nuovo PAT, Punto di assistenza territoriale, che sostituirà il PPI, il paziente sarà accolto  dal medico di  continuità assistenziale, ex guardia medica, o da un infermiere. Niente sarà più come prima. In questa struttura il paziente riceverà una prestazione esclusivamente ambulatoriale, oppure verrà prontamente trasferito al pronto soccorso di Urbino. Non sarà più possibile trattare anche una patologia come una colica renale che necessita di osservazione, in quanto non c’è lo spazio materiale dove allocare il paziente in attesa che la terapia faccia effetto, né di poter effettuare un qualsiasi esame ecografico o radiologico in urgenza né tantomeno fare esami di laboratorio se il paziente é barellato”. Sottolinea la dottoressa Catanese: “il paziente che dovesse accedere direttamente al PAT in una condizione di urgenza-emergenza, ad esempio un dolore toracico, se l’ambulanza medicalizzata é impegnata sul territorio, dovrà   necessariamente essere trasferito ad altra struttura essendo il PAT esclusivamente struttura ambulatoriale non deputata a gestire le emergenze. Il medico di Continuità assistenziale, dopo aver accolto e valutato il paziente, qualora riscontrasse uno stato di urgenza-emergenza  non potrà far altro, coadiuvato dall’infermiere professionale, che allertare il servizio 118 di Fano o Marotta, con il medico a bordo, o di Calcinelli, con il solo infermiere, ed attivare il trasferimento  del paziente non potendo  neanche  avvalersi di consulenze specialistiche”. Secondo il sindacato “sarebbe stato più onesto, per la Regione, chiudere il Punto di primo intervento, lasciando la continuità assistenziale al suo posto senza dare al paziente false aspettative”.