Ecco come sarà l’ospedale di comunità di Fossombrone

salus

La Regione dà il via alla campagna informativa sottolineando che “l’ospedale di comunità, oltre alle cure intermedie, offre attività diagnostiche (analisi del sangue, radiografie, ecografie…) e, come Punto di Assistenza Territoriale, garantisce con continuità giornaliera e notturna (H24), prestazioni ambulatoriali e di primo intervento con accesso diretto”

ospedale-fossombroneIn anteprima, dalla Regione, come sarà l’ospedale di comunità di Fossombrone: “30 posti letto di cure intermedie più 20 in via di attivazione (lungodegenza con Marche Nord?, ndr), 10 di hospice e 10 di riabilitazione estensiva. Presenza del medico dipendente, integrazione di cure primarie con ambulatori di MMG/PLS (medico di medicina generale o pediatra di libera scelte ndr); medico di continuità assistenziale; ambulatorio infermieristico, centro dialisi ad assistenza limitata; mezzo di soccorso avanzato H24; presenza dei seguenti ambulatori e attività con possibilità  di ulteriori interventi, immunotrasfusionale, cardiologia, chirurgia, dermatologia, diabetologia, endoscopia digestiva, flebologia, medicina, nefrologia, neurologia, oculistica, oncologia, ortopedia, ostetricia/ginecologia, pneumologia, psichiatria territoriale e terapia fisica.  La Regione dà il via alla campagna informativa sottolineando che “l’ospedale di comunità, oltre alle cure intermedie, offre ai cittadini attività diagnostiche (analisi del sangue, radiografie, ecografie…) e, come Punto di Assistenza Territoriale, garantisce con continuità giornaliera e notturna (H24), prestazioni ambulatoriali e di primo intervento con accesso diretto”. Cosa debba intendersi per cure intermedie viene spiegato così: “un insieme di prestazioni sanitarie che si pongono a metà strada tra le cure intensive tipicamente ospedaliere (per acuti) e l’assistenza sanitaria garantita a domicilio o nelle strutture residenziali. Vi si accede: dal pronto soccorso o dai Punti di Assistenza Territoriale dopo dimissione dagli ospedali, dalla propria abitazione su proposta del medico di famiglia e dalle strutture residenziali”. L’assistenza nelle cure intermedie viene garantita da “medici dipendenti, di famiglia e di assistenza primaria, medici specialisti, personale di assistenza (infermieri, fisioterapisti…) organizzati in equipe multidisciplinari”. Gli slogan della Regione si dicono convinti che l’ospedale di comunità, per la sua natura territoriale, è più vicini alle persone e garantisce una degenza di trenta giorni, prolungabile fino a sessanta in caso di bisogno”.  La Regione assicura che si tratta di “un sistema più efficiente per garantire la cura e l’assistenza”.