Fossombrone, lavori al Punto di primo intervento. Cosa resta del pronto soccorso?

Il sindaco Bonci: “Siamo di fronte al solito gioco di parole, c’è forte preoccupazione”. Gli operatori: “Non sarà più un Ppi bensì un ambulatorio”

L'ingresso dell'ospedale di Fossombrone
L’ingresso dell’ospedale di Fossombrone

Sono iniziati i lavori nel Punto di primo intervento dell’ospedale di Fossombrone. Preoccupazione  tra gli operatori: “Non sarà più un Ppi bensì un ambulatorio. Eliminano una stanza e non si sa dove i pazienti potranno sostare. Questo lascia dedurre che non ci sarà più alcuna possibilità se non il trasferimento diretto all’ospedale di Urbino anche per casi di facile soluzione”. Si cerca lo spazio necessario da riservare alla guardia medica. Il medico internista rimarrà ancora per poco. Se un paziente arriva di notte, si fa notare, avrà l’impressione che non è cambiato nulla. Ma la realtà non sarà così. Coinvolto anche il sindaco Bonci. “Mi sono recato al Ppi, ex pronto soccorso, per verificare personalmente la situazione di disagio causata dai lavori di ristrutturazione. Ho contattato il direttore di Area Vasta il quale ha detto che si sarebbe subito attivato. Siamo di fronte al solito gioco di parole, noi non siamo convinti che i servizi non saranno ridotti, ma piuttosto molto preoccupati. Ci dicono cose diverse dalla realtà senza che nemmeno sia stato chiarito in cosa consistano le cure intermedie”. Situazioni da definire anche a Cagli e Sassocorvaro dove sembra che l’unico sbocco possibile per mantenere i servizi sia il ricorso alle convezioni con i privati. Il tempo per le ultime manovre stringe. Dopo Capodanno resteranno solo tre mesi. Oltretutto serpeggia insistente la domanda se la proroga annunciata dalla Regione sia stata ufficializzata negli atti.