Le baby promesse americane griffate dall’apecchiese Filippo Giovagnoli

La storia del tecnico apecchiese da quattro anni negli Stati Uniti a insegnare calcio ai giovani

Giuseppe Rossi e Filippo Giovagnoli con Gianni Rivera
Giuseppe Rossi e Filippo Giovagnoli con Gianni Rivera

Filippo Giovagnoli, direttore tecnico dell’Accademy Metoval in Queens a New York è l’esempio vivente di chi prova “mantenere” le promesse altrui. Nel 2012 da allenatore nei Milan Camp, tramite Marco Smacchia in quel momento gestore, conosce Eddie Marles responsabile Milan Camp negli Usa. Nemmeno il tempo di ascoltare e valutare bene la proposta di Marles che Filippo convince moglie e figlio a fare bagagli e imbarcarsi per gli Stati Uniti. “Parto dai ringraziamenti e non posso che mettere al primo posto mia moglie Maura che ha lasciato il suo lavoro di maestra e insieme a mio figlio Giona mi ha seguito in quest’avventura – afferma Filippo Giovagnoli – occorre coraggio per lasciare tutto e andare, qualità per affermarsi, gli americani mi rispettano molto, anche se devo guadagnarmelo ogni giorno, bisogna ‘sgomitare’ per restare a galla. Senza dubbio qui c’è più merito e possibilità”.

Filippi Giovagnoli
Filippi Giovagnoli

giovagnoliSembra tutto così veloce… “Non scherziamo… Metoval è un Academy riconosciuta dalla federazione americana e i nostri ragazzi sono nel giro delle nazionali giovani. Recentemente affiliati con i New York City di Pirlo a cui abbiamo dato 12 giocatori. Produciamo il maggior numero di giocatori che diventano professionisti – continua con meritato orgoglio Filippo – il mio percorso è stato lungo e formante. Partito da direttore tecnico dei Milan Junior Camp a New York nel 2013, sono andato successivamente a Oklahoma e in Connecticut, poi mi sono fermato a New York dove ho cominciato ad allenare molte squadre giovanili fino all’agosto 2015. Il resto è storia”. Wow! Grande onore, immagino pesanti oneri. “Essere allenatori di ragazzi significa innanzitutto dedicarsi completamente alla costruzione dell’uomo calciatore, senza guardare i risultati della squadra (obiettivo tanto decantato da tutti, ma raramente applicato, ndr). Il nostro compito è fornire al ragazzo tutti gli elementi tecnici, tattici e psicologici che lo rendano pronto per ogni situazione – dice senza titubanze Giovagnoli – la responsabilità è maggiore perché qui il calcio rappresenta una ‘scorciatoia’ per ottenere le borse di studio necessarie per entrare nei grandi college”. Questi i motivi che rendono importante il vostro lavoro. Quali obiettivi avete? “Nel calcio chi si accontenta non gode… Costruire un Academy di stampo europeo che sia un centro di eccellenza con collaborazioni con società professionistiche di alto livello è sicuramente la missione. Vogliamo poter offrire ai nostri talenti opportunità professionali importanti”. Tutto fantastico. Veramente affascinante. Apecchio non manca nemmeno un po’? “Tra i miei allenatori c’è Giuseppe Rossi, anche lui proveniente da Apecchio, che sta facendo un ottimo lavoro e sta riuscendo ad affermarsi alla grande. A Natale torneremo ad Apecchio dove passeremo le festività insieme ai nostri cari”.

Luca Rebiscini