Il Cammino dei Monasteri, da Monte Giove a Fonte Avellana

Il racconto suggestivo di un pellegrinaggio culturale-religioso guidato da padre Maurizio

L'eremo di Fonte Avellana
L’eremo di Fonte Avellana

L’idea di percorrere a piedi cammini più o meno lunghi non è nuova, ce ne sono di tutti i tipi, frutto dell’evoluzione in atto nel campo del turismo che sta scoprendo la bellezza del muoversi lentamente, anche  con motivazioni spirituali, “via dalla pazza folla” e dal “mordi e fuggi”. Nel caso del Cammino dei Monasteri si è verificata una fortunata coincidenza: la compresenza a  Fano  di  persone  diverse  tra loro ma con motivazioni molto simili: monaci camaldolesi desiderosi di valorizzare in modo originale il patrimonio religioso degli eremi marchigiani e ambientalisti che per ben quattro volte, a partire dal 1984, hanno compiuto a tappe, con motivazioni scientifiche, la risalita  a piedi del fiume Metauro.

La nostra Italia è piena di luoghi con patrimoni artistici, religiosi, storici ed ambientali: il percorso Monte Giove-Fonte Avellana è ideale per conoscere il territorio e mettere a prova il corpo e la spiritualità dell’anima. E così un gruppo di persone sotto la guida spirituale di padre Maurizio si è messo in marcia impiegando cinque giorni nel percorrere questo pellegrinaggio culturale-religioso. Si è partiti dall’eremo dell’alto di Monte Giove dove all’azzurro del mare si unisce il panorama delle gialle distese di grano maturo ed il verde della vegetazione campestre. In questa lunga camminata si passa dalle strade ove trascorre la vita quotidiana, ai sentieri in cui il solo rumore sarà il canto degli uccelli accompagnato dal fruscio delle foglie ed al gorgheggiare dell’acqua dei ruscelli. Passando per Monte Giano il ricordo va al Medioevo  dove si fronteggiavano i Malatesta ed i Montefeltro, mentre  con l’arrivo alla Gola del Furlo oltre alle bellezze della natura, il pensiero va agli antichi romani nell’ammirare la loro vecchia galleria scavata nella montagna per costruire la strada consolare. In mezzo a questi ricordi storici e bellezze naturali vanno aggiunti vecchi casolari sapientemente ristrutturati e trasformati in agriturismi con alimenti contadini non paragonabili ai nostri prodotti industriali. Dopo cinque giorni di cammino, è iniziata la stanchezza, ma a risollevare le restanti forze è stato il tenue suono di una campana sentita in lontananza. Dall’alto della collinetta il gruppo ha visto la meta e con l’animo in paradiso per l’impresa compiuta, ha ammirato in fondo alle falde del Monte Catria quello che il Sommo Poeta aveva descritto “di sotto al quale è consacrato un ermo, che esser disposto a sola latria”: Fonte Avellana era lì ad aspettarli con i figli bianco vestiti di San Romualdo e il suo priore.  Ricordiamo che il Cammino dei Monasteri  è un’idea dell’Eremo di Monte Giove – Fano in collaborazione  con l’associazione naturalista Argonauta di Fano.

Dino Sabatini