Nessuno parla della vigilanza volontaria

gevpaciNella nostra provincia sono presenti 400 guardie volontarie con varie materie di competenza. Fra di esse c’è un crescente malumore, perché la riforma delle Province ha tolto la certezza dei finanziamenti, anche se non ugualmente distribuiti. Ci si chiede la Provincia e la Regione Marche come pensano che la vigilanza volontaria possa sopravvivere, senza una forma di finanziamento pubblico?Da anni come coordinatore del raggruppamento Guardie Ecologiche Volontarie vedo la non volontà di risolvere il problema, avendo assegnato le guardie volontarie alla polizia provinciale anch’essa oggi in fase di smantellamento. Da tempo ho sempre sostenuto che la vigilanza volontaria deve avere un rapporto privilegiato con i servizi amministrativi ambiente, caccia e pesca. I fondi ci sono, previsti dalle varie leggi regionali, ma non vengono dati attraverso appositi bandi, magari gestiti dal CSV Marche come da tempo richiediamo, oppure dalla stessa Regione Marche. La proposta di riforma della legge sulle GEV, non ancora approvata, prevede proprio questo, dove gli enti concordano sulle necessità sul territorio e la giunta regionale mette le risorse, chiedendo alle associazioni che vogliono aderire, la collaborazione sulle attività di vigilanza. Gli eventuali rimborsi delle spese dovranno essere debitamente rendicontati dall’attività svolta. E’ necessaria un’unica regia regionale che non disperda i controlli, come unica organizzazione deve esserci per la istruttoria dei verbali di accertamento (si veda ad esempio la vigilanza sui funghi e tartufi divisi tra vari enti ); tali fatti, come stanno accadendo, rendono inutile il lavoro dei volontari e delle forze dell’ordine in quanto poi ognuno fa come vuole (gli stessi ricorsi vengo inviati al giudice di pace mentre la competenza ambientale è del tribunale); ci sono amministrazioni ancora che non velocizzano le verbalizzazioni perché non sanno che le guardie volontarie sono pubblici ufficiali. Noi volontari siamo costretti a metterci solo le nostre risorse e continuamente dobbiamo seguire l’iter dei nostri atti, perché dispersitra vari enti competenti; gli stessi verbali non vanno avanti spediti e i trasgressori se la ridono (abbiamo un tartufaio sanzionato per 3 volte al quale non solo non è stata sospesa la licenza, ma ancora deve pagare le sanzioni) In questo modo il nostro lavoro è reso vano, cosicché si continua nelle trasgressioni, in barba alle leggi. Agli onesti spetta l’arduo compito di lottare contro una moltitudine di persone che ogni giorno sempre più si ingrossa verso l’abisso dei disonesti. Il reality sul tartufo di qualche mese fa, ha portato alla luce una realtà che da tempo noi volontari, con Forestale e provinciali combattiamo impotenti. La tanta ricchezza che la natura ci offre, saccheggiata e depauperata sarà poi inutile agli stessi operatori dei vari settori e solo perché non si sono prese decisioni giuste. Speriamo che qualcuno in Regione ascolti il nostro grido di dolore e magari ci chiami per un confronto serio.

Cesare Paci coordinatore raggruppamento GEV