“Credo nella Sindone, me lo dice il cuore”

Leone Pantaleoni torna su un argomento che ancora fa discutere

volto-sindonicoTradizione vuole che la Sindone sia il telo di lino che avvolse Gesù nel sepolcro. Conservata in speciale atmosfera d’azoto e argon nel Duomo di Torino, essa verrà esposta dal 19 aprile al 24 giugno. Presenti anche numerosi nostri concittadini, la concomitanza con l’Expo fa prevedere un afflusso di pellegrini ben superiore ai due milioni del 2010. A Pesaro, intanto, vi è un signore che la Sindone la studia da trent’anni e da più di dieci ne parla – circoli, scuole, associazioni, parrocchie, radio e TV – un po’ dovunque. “Essendo la Sindone il più grande degli enigmi – premette scherzosamente Leone Pantaleoni – non poteva che essere il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica ad occuparsene”. Reperto archeologico di gran lunga il più studiato, sottoposta all’esame del radiocarbonio nel 1988,leone-pantaleoni essa fu dichiarata un falso risalente al XIII secolo ma di tale giudizio ne fu da subito contestata la sedicente inappellabilità. “Pensare a un falsario, incalza Pantaleoni è del tutto lecito, però bisogna fare poi i conti con il come abbia fatto costui a creare un’immagine che, tutt’ora irriproducibile, contiene miriadi di micro particolari rilevabili con strumenti sofisticatissimi ben lungi dalla sua immaginazione. Inoltre, provoca la paradossale domanda ultima: dopo tanto sovrumano sforzo, costui avrebbe commesso il sesquipedale errore di usare un lenzuolo anacronistico?”. Conclude Pantaleoni: “Ecco perché è la ragione che mi fa credere nella Sindone ma mentirei se non aggiungessi che lo sono prim’ancora le ragioni del cuore che la ragione non comprende”.