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Giancarlo Bongarzoni
Giancarlo Bongarzoni

Lascerà un grande vuoto nel calcio cagliese un personaggio benvoluto come Giancarlo Bongarzoni. Mitico tuttofare, da oltre mezzo secolo si è sempre distinto nel calcio locale. Negli anni ’70 come roccioso terzino sinistro della Cagliese, poi come allenatore e negli ultimi decenni come erede naturale di un altro grande personaggio, Francesco Mazzoleni. Fu proprio Mazzoleni a piantare negli anni 50/60 il seme nel campo sportivo locale nella finalità di costituire un vivaio. Un seme coltivato e alimentato per altri decenni dalla tenacia di Bongarzoni. Insieme ad Aldo Gazzetta, suo compagno di squadra nella Cagliese, hanno continuato a tener vivo un settore giovanile ancor oggi vitale punto di riferimento. Ma il merito di Bongarzoni va oltre. Difficile ricordare tutti i suoi ruoli come organizzatore di ogni trasferta o partita nei tanti campionati di Giovanissimi, Allievi o Juniores. Si è sempre impegnato nel ricercare sponsor per consentire ai giovani di munirsi di scarpette, tute, divise e realizzare anche calendari o feste conviviali con dirigenti e genitori. Ogni anno in primavera ha consentito ai suoi ragazzi di vivere una giornata ospiti di squadre di serie A a contatto per qualche ora con famosi giocatori e allenatori. Ultima trasferta a marzo, ospiti della Fiorentina. Ora il popolare “Bongo”, come tutti lo hanno sempre chiamato in campo e fuori, ha deciso di terminare la sua lunga militanza al servizio del calcio cagliese…

Dopo 54 anni di calcio tra campo e panchina, Giancarlo Bongarzoni appende le scarpette al chiodo

“Dopo 54 anni di calcio qualche settimana fa sono stato per l’ultima volta in panchina. Per questa lunga passeggiata vorrei ringraziare le squadre che ho allenato, la Cagliese, la Cantianese, la Vadese , il Piandimeleto e il Catria e Nerone che mi hanno permesso di praticare e insegnare uno degli sport più belli al mondo. Ringrazio sentitamente tutti i presidenti e dirigenti che nei vari anni mi sono stati vicini e infine un abbraccio particolare a tutti quei ragazzi, bambini e uomini che ho avuto la fortuna di giocarci prima e di allenare poi, li porterò sempre tutti nel cuore”.