Roberto Burioni: “Il vaccino non è un’opinione”

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A colloquio col famoso medico fermignanese ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università S. Raffaele
Il libro pubblicato a fine settembre ha riscosso un successo “virale”: star di Facebook con oltre 63.000 follower e attestati anche dagli Stati Uniti

Roberto Burioni, 53 anni, ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università San Raffaele di Milano e star di Facebook con oltre 63.000 follower. Tutto è iniziato nel settembre 2015 con una serie di post in cui spiegava ai genitori perché è importante vaccinare i propri figli. In maniera chiara e semplice. In breve, migliaia di condivisioni e ‘like’ lo fanno diventare famoso in tutto il web. Di lì a poco la sua notorietà arriva Oltreoceano grazie a un articolo dell’Huffington Post. Una battaglia in nome della scienza contro gli ingiustificati pregiudizi contro i vaccini (memorabile la lite durante la trasmissione Rai “Virus” in cui il professore consiglia all’antivaccinista Red Ronnie di vaccinarsi in diretta TV – come fece Elvis Presley per convincere i genitori americani a immunizzare i proprio figli contro la polio). Il 27 settembre, l’uscita del libro “Il vaccino non è un’opinione” per Mondadori e dopo soli quattro giorni la prima ristampa in migliaia di copie. Un successo davvero ‘virale’ per il medico fermignanese. Flaminia & Dintorni lo ha intervistato.

Ho deciso di scriverlo perché una grandissima parte dei genitori crede a delle bugie pericolose che vengono diffuse da cialtroni senza nessuna autorevolezza scientifica”

Il vaccino non è un’opinione” è in vetta alle classifiche. Che effetto le fa questo successo? “Sono naturalmente molto contento e sorpreso, perché – pur avendo capito che c’era un grande bisogno di informazione corretta su questo tema – non pensavo che l’interesse fosse così elevato. Mi fa molto piacere che i lettori abbiano trovato il libro non solo convincente, ma anche appassionante e divertente: è difficile parlare di scienza senza essere noiosi, sono felice di esserci riuscito”.

Perché ha deciso di scriverlo? “Perché una grandissima parte dei genitori crede a delle bugie pericolose che vengono diffuse da cialtroni senza nessuna autorevolezza scientifica. Alcuni decidono sciaguratamente di non vaccinare i figli, altri li vaccinano ma in preda alla paura. Io ho scritto questo libro per prenderli per mano e – spiegandogli tutto con le parole più semplici e gli esempi più convincenti di cui sono stato capace – condurli non solo a vaccinare i figli, ma anche a farlo in tutta tranquillità. E’ un libro soprattutto per chi è genitore o sta per diventarlo e forse anche per chi vuole avere argomenti convincenti e inoppugnabili da opporre all’antivaccinista di turno”.

E il successo ‘social’? Com’è iniziata la sua campagna di divulgazione su Facebook? “Ho una figlia di cinque anni, Caterina Maria, e mi sono reso conto di quanta disinformazione ci fosse in giro. Soprattutto mi infastidiva l’idea che alcuni dicessero ‘voglio sentire le due campane’. Sui vaccini non ci sono due campane, come non ci sono due campane quando si discute se la terra è tonda o se fumare fa male. C’è la verità scientifica inoppugnabile ed innegabile, e basta. Quando siamo davanti ad un fatto, non c’è nulla da discutere. Un chilo di zucchero pesa un chilo, è un fatto e non è possibile avere due opinioni: si pesa e basta. Lo stesso vale per i vaccini: sono sicuri e fondamentali per proteggerci dalle malattie: è un fatto”.

Quali sono le domande a cui risponde più spesso? “Molto spesso i genitori temono di vaccinare troppo presto i bambini, oppure pensano che alcuni vaccini – come quello contro l’epatite B – siano inutili per un neonato. Nel libro spiego in maniera chiara e comprensibile perché è cruciale vaccinare subito senza posticipare le immunizzazioni e perché tutti i vaccini comunemente consigliati nell’infanzia, compreso quello contro l’epatite B, sono fondamentali per la salute del bimbo”.

_ric9613Quali sono secondo lei i motivi per cui alcuni genitori scelgono di non vaccinare? “I genitori non vaccinano perché da un lato sono terrorizzati dalle bugie e dall’altro non si rendono conto dei gravissimi pericoli ai quali vanno incontro i loro figli non vaccinati. Come dico nel libro tengono lontani i bambini da un cane pacifico che li protegge (il vaccino) e li fanno camminare a piedi nudi in prati pieni di vipere velenose, come sono i virus e i batteri che causano malattie”.

Cosa ne pensa dell’Emilia-Romagna che si appresta a varare l’obbligo di vaccinazione per i bambini iscritti al nido? “Ritengo sia un provvedimento doveroso per contrastare un calo preoccupante dellil-vaccino-non-e-unopinione-roberto-burioni-696x1072e vaccinazioni che espone a gravi rischi non solo i bambini, ma tutta la società. Quando il tasso di vaccinazione scende sotto il 95% i virus possono riprendere a circolare. Nella zona di Pesaro il tasso di vaccinazione contro la poliomielite è intorno all’85%: questo significa che se qualcuno ammalato di polio arrivasse in quella popolazione, potremmo avere un’epidemia, come è successo nel 1992 in Olanda in una comunità che rifiutava le vaccinazioni. I morti e i paralizzati si sono contati a decine”.


Cosa direbbe ai genitori che non vaccinano?
“Direi che su internet si trova gente che dice che la terra è piatta, che la Luna non esiste e anche che l’aeroporto di Denver è la sede del demonio sulla terra e pure che i vaccini fanno male. Non bisogna fare l’errore di credere a tali cretinate, perché con la salute non si scherza. Il prezzo – caro – del loro errore potrebbero pagarlo i loro figli, magari da adulti. La responsabilità di un genitore è anche quella di sapere scegliere le fonti dalle quali informarsi, distinguendo i professionisti affidabili dai numerosi cialtroni che affollano internet per instillargli inesistenti paure”.