Ferrovia Fano-Urbino, l’input del professor Tosi “Una pista ciclabile per recuperarla a costi contenuti”

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Dopo decenni di sterili dibattiti pro o contro ferrovia, sembra arrivata l’ora delle decisioni, perché una mozione presentata in Regione cerca di trovarne la soluzione. Si chiede a Trenitalia, da tempo non più interessata alla ferrovia, di autorizzare la Regione ad emanare un bando per verificare l’eventuale esistenza di soggetti privati interessati a ripristinare la ferrovia Fano-Urbino e gestire la struttura. Se per vari motivi, tra cui gli elevati costi economici, non ci dovessero essere, si verificheranno alternative per il riutilizzo di un bene importante del nostro territorio. Potrebbe essere la pista ciclabile, da molti caldeggiata. Ne parliamo con il prof. Enrico Tosi, coordinatore per le Marche della FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Perché fare una pista ciclabile? “Per molti motivi validi – risponde -; anzitutto si conserva il bene in mano pubblica per ogni futura evenienza, compresa una eventuale nuova strada ferrata. Poi la ciclabile è realizzabile in poco tempo ed a costi contenuti” . Quindi quali sono i vantaggi diretti e indiretti? “Si pensi alla sicurezza derivante da un collegamento ciclopedonale per quanti oggi devono percorrere la pericolosa provinciale, alla rivalutazione degli immobili confinanti con la pista ciclabile ed all’incentivo di usare la bici per collegamenti brevi tra quartieri, con relativi vantaggi per la salute e per l’aria da respirare: una bici in più, è un’auto in meno!”.

Diceva di non escludere in futuro la ferrovia? “Nell’immediato non sembra possibile, ma mai dire mai. L’importante è conservare tutto il sedime e non spezzettarlo, perché le ferrovie sono disposte anche vendere ai privati ed a questo punto cadrebbe ogni tipo di progetto. In ogni caso la pista ciclabile servirebbe per arrestarne anche l’attuale degrado. In Italia le ex ferrovie trasformate in ciclacuccuranobili sono già una sessantina e tante altre aspettano di esserlo. La Spoleto-Norcia appena finita, attira tantissimi appassionati delle due ruote. Il cicloturismo fattura decine di milioni di euro all’anno e milioni di stranieri, ben cinque solo in Germania, indicano l’Italia come meta preferita per le vacanze in bicicletta. La FIAB ha inserito nel progetto bicItalia, la ciclovia Fano-Grosseto che passa per i nostri paesi ricchi di arte, cultura ed agriturismi”. Ma la ciclabile potrebbe essere la scusa per fare altro? “Non è certo un danno collocarci la fibra ottica, formidabile opportunità di sviluppo economico di un territorio,specialmente come il nostro interno carente di tecnologie. Tutto questo grazie ad una pista ciclabile in grado di attirare turisti che tranquillamente possono andare da Fano ad Urbino, percorrendo un tragitto ricco di attrattive culturali ed enogastronomiche. Sarebbe un’ottima prospettiva per l’economia ed il turismo del nostro territorio, che ormai deve confrontarsi con competitori a livello mondiale”.