Orlando, Panunzi e quel titolo italiano a Roma

cavallo-orlandoE’ la storia di un cavallo, Orlando, che nasce in un allevamento di esemplari da salto. E’ figlio di Last One, a sua volta figlio di Heismann, tanto per intenderci il cavallo che, montato dallo statunitense Michael Matz, arrivò quarto alle Olimpia di Barcellona. La vogliamo raccontare perché nasconde un lieto fine con protagonista il cavaliere del centro Bisciugola di Cagli Luca Panunzi e Federico Trufelli. Orlando viene scartato per via di una statura limitata e inserito in una lista di cavalli destinati alla vendita. Federico Trufelli, appassionato cagliese, consigliato dall’amico Giuseppe Sabbatini, lo acquista nell’agosto 2015. Giuseppe per due mesi si occupa anche della doma. Da quel momento Federico che già monta presso il centro ippico La Bisciugola con l’istruttore Luca Panunzi, affida a quest’ultimo il cavallo per altri due mesi. Entrambi affinano la preparazione con Orlando e tra loro nasce un sincero rapporto di amicizia e fiducia. Il cavallo comincia il lavoro sui salti e si dimostra portato e disponibile. A inizio 2016 partecipa a uno stage di salto tenuto da Elio Travagliati al centro ippico La Badia di Cantiano, quindi a un successivo stage di completo a Urbino. Qui è la prima volta che vede ostacoli fissi e salta alla grande. panunzi-cavalloSusseguono gli stage e si fa copro l’idea di iscriverlo alla finale del campionato italiano di country derby in programma lo scorso 24 e 25 settembre all’ippodromo militare di Tor di Quinto a Roma. Al centro ippico La Badia viene quindi varata la squadra marchigiana per l’evento dopo alcuni incontri con esperti docenti regionali: Luca Panunzi su Orlando, l’eugubina Asia Angeloni su Letizia e la cantianese Camilla Villani su Ariup, queste ultime allieve del tecnico Paolo Vitali del centro cantianese. Il team è fatto. A Roma il miracolo: Luca Panunzi e Orlando vincono la C100 laureandosi campioni italiani, Asia arriva terza, mentre Camilla è quarta in C70. Il tutto vale il terzo posto per le Marche nel Trofeo delle Regioni con soli tre binomi lasciandosi alle spalle squadre con molti più componenti a una manciata di punti dal podio. E la storia continua.