E’ l ’Australia la nuova terra promessa

Il racconto di alcuni giovani “coraggiosi” che, in faccia alla crisi, hanno trovato lavoro a Sidney

Sono impiegati in particolare nel settore della ristorazione e della ricettività. E c’è anche chi si è sposato

cagli-3Dopo aver sorvolato ben tre continenti e decine di Paesi ed arrivare fino a Sidney per riabbracciare il proprio figlio oltre due anni e mezzo dalla sua partenza, non solo riempie di gioia ma innesca anche tante curiosità. Passati i primi momenti di emozione, le curiosità sono tante in questo continente australiano che tutti da sempre lo identificano con un simpatico quadrupede come il canguro. L’Australia ormai è purtroppo, vista la situazione nella nostra affannata Italia, anche meta di tanti giovani che qua hanno trovato un occasione di lavoro, di indipendenza dalle proprie famiglie in molti casi anch’esse condizionati da quesfoto-4ta lunga crisi. Giovani, partiti proprio per Sidney uno dopo l’altro in questi ultimi 5/6 anni, attirati dal miraggio di una prospettiva diversa e con un occupazione non fatta di un precariato italiano che per molti significa da tempo, umiliazione e grande incertezza sul proprio futuro. Quindi qualche risparmio per acquistare un biglietto, lasciare con tanta tristezza, affetti, amici e una vita vissuta nella propria città tra poche speranze e tante delusioni e via con il lungo viaggio aereo di oltre 24 ore fino a Sidney. Perché Sidney? Un vecchio proverbio diceva….”una ciliegina tira l’altra” e la ciliegina australiana è stata un alto ragazzone di Pole di Acqualagna che ha fatto da….”battipista” per diversi ragazzi del cagliese, Simone Valeri. Grazie alla tecnologia che per i giovani ormai è un pane quotidiano, un contatto email, Whatss  Happ o un collegamento su Skipe, hanno fatto il resto. Piano, piano, sono arrivati a Sidney giovani con tanto coraggio e non volti ad una avventura di un semplice e breve divertimento. Da Simone Valeri, a Francesco Carnali i primi sbarcati a Sidney, si sono aggiunti da Cagli  Alessandro Pagliarini, Boris Saraga, Alessandro ed Elisa Tebaldi, Alberto Tassi, Michel Sedani, Giuditta Leoni, Enrico Bei, Alessia Gazzetti e Ciarufoli da Frontone. Alcuni li abbiamo brevemente intervistati al lavoro. Lavori tutti nel settore della ristorazione o bar: “Qui mi sono trovato subito bene – afferma Michel Sedani – ho trovato un lavoro dopo poche ore dal mio arrivo di due anni fa. Ora faccio il ‘pizzaiolo jolli’ tra un ristorante e l’altro di proprietari italo – australiani, i Criniti’s. All’inizio è stato un po’ dura, ricordi, affetti, nostalgie, ora mi sono ben inserito. Di Cagli ho sempre tanta nostalgia, degli amici e dei bagni al fiume. Quest’estate torno in ferie e il primo tuffo sarà ai Tre Pozzi”. In un bar al centro di Sidney, tra grattacieli e le vie più belle e frequentate, incontriamo un altro cagliese, Boris Saraga: “Anche per me è stata dura appena arrivato – afferma Boris tra un caffè e l’altro mentre serve i clienti – ma a Cagli cosa avrei fatto fino ad ora? Qualche lavoro saltuario, poche opportunità, qui puoi cambiare lavoro ogni giorno, lo trovi sempre e noi italiani siamo i più’ richiesti in questo settore. Mi trovo molto bene, di Cagli mi mancano i familiari, gli amici, il fiume in estate. Comunque, ripeto, mi trovo benissimo”. Alessandro Tebaldi lo incontro nel luogo simbolo di Sidney con vista sul ponte e la baia dove si trova l’Opera Hause: “All’inizio è stata dura, il cambiamento è grande con tanta voglia di fare, poi dopo le Farm ho iniziato a lavorare in modo continuo, qui puoi lasciare un lavoro e trovarne subito un altro. Di Cagli mi mancano i bagni al fiume alle sette di sera in solitudine, una birreria in piazza o al chiosco, le piccole cose. Qui si sta bene e abbiamo lavoro, divertimenti e Sidney è una bella città con il mare ed un clima piacevole”. Per ultimo, non potendo rintracciarli tutti, abbiamo intervistato proprio Simone Valeri che domenica 21 marzo, si è’ sposato qui a Sidney con una italo australiana: “È vero, sono stato tra i primi giovani della zona ad intraprendere questa avventura e ormai l’Australia  diventerà la mia seconda patria. Al mio arrivo ho subito lavorato come barman e al rientro in una vacanza, ho contagiato Francesco Carnali nel seguirmi qui a Sidney. Per tutti c’è una lunga trafila, puoi restare con il primo visto per sei mesi, poi o torni a casa o vai a lavorare nelle Farm, fattorie in campagne sperdute dell’Australia. Dopo 86 giorni ti danno un secondo visto per un anno. Se lavori regolare e se sei meritevole puoi trovare uno sponsor che ti fa un contratto per due anni e ottenere la ‘permanente’, ti permette di restare e avere in seguito il doppio passaporto ed intraprendere una attività in proprio. Tutti questi amici di Cagli sono  bravi ragazzi ed insieme abbiamo avuto coraggio, qui la meritocrazia premia e ti fa realizzare. D’altronde che futuro c’è più per noi giovani nati oltre il Furlo? Qui formerò una famiglia e senza avere molti pensieri di come mantenerla per una vita di speranze ed opportunità”. Infine dopo questi giovani ormai quasi australiani sentiamo una giovane coppia arrivata da Cagli per le nozze di Simone: “Qui è davvero un paradiso – affermano Luca Bucci di Cagli e Irene Ciaffoncini di Urbania dove ricopre la carica di consigliere comunale di maggioranza – ed aver rivisto e riabbracciato questi amici dopo tanto tempo ci ha riempito di gioia. Poi partecipare anche alle nozze di Simone e Natalie,  è stata una grande festa davvero insolita è bella in una città davvero splendida come Sidney che ricorderemo sempre con grande meraviglia”.   

Mario Carnali